• 10 Dicembre 2022 2:01

Solidarietà al giornalista ucraino e obiettore di coscienza Ruslan Kotsaba

DiMartina Lucia Lanza

Giu 29, 2021

Il Movimento Nonviolento si unisce all’EBCO-BEOC alla richiesta di solidarietà internazionale per il giornalista ucraino e obiettore di coscienza al servizio militare Ruslan Kotsaba, brutalmente aggredito da esponenti dell’estrema destra.

Il 25 giugno 2021, il presidente del Movimento Pacifista Ucraino Ruslan Kotsaba è stato attaccato da una banda neonazista alla stazione ferroviaria di Ivano-Frankivsk. Più tardi è stato sottoposto a un intervento chirurgico per salvargli la vista a causa di una bruciatura della retina causata dalla sostanza chimica verde brillante, o “zelenka”. I medici hanno diagnosticato un’ustione corneale su un occhio e ora è sottoposto a un trattamento oftalmologico. L’attacco è probabilmente legato all’udienza contro Ruslan Kotsaba prevista per martedì 29 giugno.

EBCO si unisce all’appello del Movimento Pacifista Ucraino, il quale esorta la polizia a indagare sul vile e selvaggio atto di violenza politica dei radicali di destra, che si vantano apertamente del loro crimine sui social network.

Purtroppo, non è la prima volta che Ruslan Kotsaba viene aggredito. Già al processo del 22/01/2021, Ruslan, il suo avvocato e sua madre sono stati attaccati, mentre si recavano in tribunale, da una folla di estrema destra, che ha formato un “corridoio della vergogna” attraverso il quale Ruslan ha dovuto camminare. È stato spruzzato con un estintore con la folla che inneggiava “Morte ai nemici! L’Ucraina prima di tutto!”.

“EBCO è scioccata da questo nuovo attacco, così come dall’impunità dei criminali che hanno attaccato Ruslan Kotsaba, sua madre e il suo avvocato vicino al tribunale distrettuale della città di Kolomyia il giorno del nuovo processo, il 22 gennaio 2021, mettendo di nuovo in pericolo la sua vita. Esortiamo le autorità ucraine a garantire che gli incitatori all’ odio e alla violenza siano arrestati e ritenuti responsabili senza ulteriori ritardi”, ha dichiarato Alexia Tsouni, presidente della EBCO.

Nel 2015, dopo un soggiorno nella zona di guerra dell’Ucraina orientale, il giornalista aveva dichiarato in un video pubblicato su Youtube che si sarebbe rifiutato di essere arruolato. Allo stesso tempo, aveva anche consigliato ai suoi compatrioti di fare lo stesso. A causa del video, è stato arrestato nel 2015 e condannato a 3 anni e mezzo di prigione per “tradimento” e “ostacolo alle attività delle forze armate”. Dopo 16 mesi di prigione, è stato assolto da una corte d’appello. Tuttavia, nel 2017, questa assoluzione è stata nuovamente ribaltata dalla Corte suprema civile e penale. I processi continuano ormai da più di tre anni. Se condannato, Ruslan Kotsaba rischia diversi anni di prigione.

“EBCO esprime la sua solidarietà con Ruslan Kotsaba ed esortiamo il governo ucraino a salvaguardare che tutti i pacifisti in Ucraina, compresi gli attivisti della nostra organizzazione membro Ukrainian Pacifist Movement, possano esprimere liberamente le loro opinioni e continuare la loro attività nonviolenta. Esortiamo anche il governo ucraino a salvaguardare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, secondo gli standard europei e internazionali, tra gli altri gli standard stabiliti dalla Corte europea dei diritti umani”, ha aggiunto Alexia Tsouni.

Trad. italiana del comunicato EBCO di Alessia Stefanìa

Martina Lucia Lanza

Esperta in diritto internazionale dei diritti umani. Rappresentante del Movimento nonviolento presso l’European Bureau for Conscientious Objection (Ebco) e board member di quest'ultimo.

1 commento su “Solidarietà al giornalista ucraino e obiettore di coscienza Ruslan Kotsaba”
  1. Nel 2015, in Ucraina c’era già una guerra civile con 5000 morti, sono stato promotore di una petizione per la libertà del giornalista ucraino Ruslan Kotsaba, obiettore di coscienza che rifiutava di andare a combattere, in una guerra civile, contro gli abitanti del Donbass. La petizione raccolse 72 firme, Ruslan Kotsaba, ora Presidente del Movimento Pacifista Ucraino, finì in carcere, ha subito gravi lesioni oculari ed ancora oggi é sotto processo. Oggi i morti del conflitto tra Ucraina e Donbass sono oltre 12000. Ricordo questo fatto come testimonianza che i dirigenti dell’Ucraina hanno responsabilità sull’attuale guerra della Russia con l’Ucraina, perché probabilmente non sarebbe iniziata se si fosse dato più ascolto a pacifisti come Ruslan Kotsaba ed alle richieste di sicurezza della Russia contro l’installazione di basi Nato in Ucraina.
    Cordiali saluti
    Ireo Bono

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