Benvenuto al re d’Olanda

Benvenuto al re d’Olanda

Guglielmo Alessandro Orange sarà a giugno in Italia.

Pare sia molto amato dai concittadini, che ne celebrano con feste e bevute il compleanno il 27 aprile. Prima di diventare re, quattro anni fa, era detto principe della birra. Leggo che è sportivo, pilota d’aereo e cordiale. Non è un oratore, non è il dono della parola a contraddistinguerlo. C’è al riguardo un precedente illustre nella sua casata e nella sua terra, nientemeno che Guglielmo I, principe d’Orange, conte di Nassau, detto appunto il Taciturno. Un soprannome che tranquillizza visto che in quei luoghi hanno imperversato potenti dai nickname futili o inquietanti: Carlo il Temerario, Filippo il Bello, Giovanna la Pazza…

Guglielmo I è il padre della patria, fondatore dello stato libero, sostenitore della tolleranza e della libertà di coscienza. È convinto che meglio farebbero a convivere piuttosto che a scannarsi, protestanti e cattolici, nella zona oggi, grosso modo, corrispondente a Belgio e Olanda. Il suo intervento, ben intenzionato, segna però l’inizio della guerra degli ottanta anni, conclusa con l’ufficiale riconoscimento dell’autonomia dell’Olanda, e con un nuovo assetto europeo. Appare convinto del primato della coscienza e ci lascia un detto memorabile: Non c’è alcun bisogno di speranza per intraprendere, né di successo per perseverare. Possiamo confrontarlo con il rassegnato detto italiano, durante il lunghissimo conflitto tra Francia e Spagna, che aveva per posta il dominio sul nostro Paese: O Franza o Spagna purché se magna.

Guglielmo Alessandro si presenta bene. Sa che il cambiamento climatico mette in particolare pericolo le terre basse. Anche il territorio della provincia di Ferrara lo è. Ricorda che la nostra prima grande istituzione democratica nacque per proteggerci dalle alluvioni e dalle mareggiate. Dice dei migranti: sono molto fiero che una volta giunti da noi nessuno di questi abbia mai passato una sola notte all’addiaccio. Un suo detto, infine, non avrà la forza icastica di quello (da me molto amato) di Guglielmo I, ma consola: Vado a ringraziare la Sicilia, da sola sta salvando l’Europa.

 

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