RABBIA

RABBIA

Eravamo in riunione per la programmazione settimanale quando arriva la notizia dai nostri volontari in Libano della morte di un bambino nel campo profughi dove è stabile una nostra presenza.

In questi giorni sono in Albania dove da 5 anni Operazione Colomba ha una presenza che combatte il fenomeno delle vendette di sangue. Eravamo in riunione per la programmazione settimanale quando arriva la notizia dai nostri volontari in Libano della morte di un bambino nel campo profughi dove e’ stabile una nostra presenza.

Il bambino, di sette anni, è morto fulminato. Nel campo tutto è precario. Le tende sono precarie, fatte di cartone e plastica con qualche pezzo di legno, gli aiuti internazionali sono precari e forse nei prossimi mesi non ci saranno più. A quanto pare anche la vita è precaria, sfuggito dalla guerra in Siria il piccolo Mohammed trova la morte nel precario campo profughi dove viveva con la famiglia, La pioggia dei giorni scorsi e il precario impianto elettrico lo hanno ucciso.

Forse però ad ucciderlo è stata anche la nostra indifferenza! Sento queste persone che semplicemente classificano con il termine immigrati o peggio ancora clandestini questa gente disperata che arriva fino a noi. Anche nella mia bella e linda città del nord c’è chi si è messo a manifestare davanti ad una chiesa per protestare del fatto che una struttura per profughi si spostasse un pò troppo vicino ai loro occhi.

Sono stufo di chi urla più forte e di chi dice cose facili solo perchè in Italia c’è la crisi.

Basta, sento che il piccolo Mohammed è stato ucciso un pò anche da noi e da chi riduce le guerre alla mera contrapposizione fra buoni e cattivi, a chi dice solo numeri e cifre ma non ricorda che questi numeri hanno un nome!

Per fortuna c’è chi vive nelle baracche nelle tende e nei garage e ci ricorda che queste persone esistono. Grazie a voi che mi avete ricordato della vita di Mohammed e che questa notte soffrirete con la sua famiglia, grazie perchè il freddo della vostra tenda, voi che potreste starvene comodamente in Italia, è uguale a quello della famiglia di Mohammed, grazie perchè tutti i giorni cercate di dare voce a chi non ha voce. Grazie perchè, nonostante tutto, parlate di Pace e riconciliazione con questa gente!

Ciao Fabrizio

PS di seguito le parole dei volontari di Operazione Colomba in Libano

Ieri sera è morto Mohammed un bambino di 7 anni che vive nel nostro campo. Un bimbo con cui abbiamo giocato e scherzato negli ultimi mesi. È morto fulminato perché ha toccato dell’acqua a contatto con un filo elettrico. È morto perché vive in condizioni precarie. È morto perché non ha una casa. Perché suo padre non ha i soldi per una sistemazione migliore. Perché la sua famiglia ha perso tutto in Siria e qui cerca di sopravvivere come può.

Siamo vicini alla sua famiglia, alla sua mamma, ai genitori e ai fratelli. Siamo vicini anche a tutti gli altri bambini che ogni giorno vivono in queste condizioni desiderando una vita migliore.

Il carcerato al passero in gabbia:

Io ho rubato e ucciso ed è giusto che sia in cella.
Ma tu, perché sei finito dentro?
Volavo, cinguetta il passero.

(Shams-i Tabriz)

(foto di Operazione Colomba)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RUBRICHE

c’era una volta… e ora?

Daniele Lugli di Daniele Lugli


Poveri noi, aporofobi »

Politicamente scorretto

Mao Valpiana di Mao Valpiana


Teologia rovesciata »

"Si scrive Scuola Pubblica, si legge Democrazia"

Mauro Presini di Mauro Presini


Comincia la scuola »

"Nonviolenza: la via della Pace"

Enrico Peyretti di Enrico Peyretti


Recensione: Un cristianesimo non innocente »

Immagini in movimento - verso orizzonti intravisti

Gianluca Pelleschi e Enrico Pompeo di Gianluca Pelleschi e Enrico Pompeo


Recensione film: La battaglia di Hacksaw Ridge »

Sforzi di Pace

Fabrizio Bettini di Fabrizio Bettini


Pazzi e bugiardi »

Diritto di Critica

https://twitter.com/CanestriniLex

Nicola Canestrini di Nicola Canestrini


Tortura di stato »