• 1 Marzo 2024 7:29

Colazioni alla Contea del cambiamento

DiDaniele Lugli

Lug 8, 2018

La Contea è piena di scritte UN VISCONTE È UN BABBEO. Chi sarà? Interroga il Viscontino. Gli altri due si guardano sorridendo.

Sibil mi dice che quelli che insistono sulla differenza tra destra e sinistra sono gli stessi boccaloni che credono si possa andare sulla luna. E che, anzi, ci siano già andati. Il Conte sentenzia In medio stat virtus. Proprio così, ringhia il Viscontone alzando fieramente il dito medio. Ditus impudicus, chiosa il Conte. Il Viscontino prende appunti.


Ho letto un po’, 1984 mi han detto che c’è anticipato il Grande Fratello, ma non assomiglia a quello che ci ha regalato l’araldo Casalinus. Anzi fa impressione.

Lascialo – suggerisce premuroso il Conte – Inquietante quando costringono Winston ad accettare che due più due può non fare quattro…

Ma è vero! – esplode in un ringhio il Visconte maggiore. Con la flat tax farà almeno cinque. Sotto il falso Matteo dicevano quattro, ma non superava il tre e mezzo.

Ecco – cinguetta il Viscontino – allora ha ragione Sibil a organizzare i no mat contro l’arroganza e il complotto dei matematici.

Il Conte si rifugia nella lettura del Contratto. Sibil – inizia a dire, ma viene interrotto da un ringhio curioso. A proposito perché me l’hai messo alle costole?

La risposta è un po’ imbarazzata Chiedeva un luogo adeguato da dove dare i suoi responsi, come l’ava, la ben nota Sibilla cumana. Ho chiesto all’Oracolo. Mi ha detto di internarlo. Dove potevo metterlo se non all’interno? Nessuno risponde. Il Conte, con fare svagato: Il nostro vicino – e già il truce Visconte inalbera il dito medio – congedandomi mi ha detto “il est Jean, il est Jacques, il est roux, il est sot, mais il n’est pas Jean Jacques Rousseau. Intanto guardava le icone, che gli ho donato, dei nostri numi oracolari.

Sarcasmo? interroga il Visconte piccino, avido di sapere, che ogni giorno impara una parola nuova.

Ma si può? Mi han detto che hai scritto ai prefetti per limitare la protezione umanitaria; che hai tolto i soldi dall’accoglienza per passarli ai rimpatri; che già così quello che garantiamo è sotto la previsione costituzionale…

Non ti preoccupare – ringhia da ministro e papà il Viscontone – tutto sotto controllo.

Il Conte detta e il Viscontino prende nota Il diritto d’asilo è riconosciuto da trattati internazionali. Da noi si fa in tre modi: 1) status di rifugiato, Convenzione di Ginevra, al perseguitato per razza, religione, opinione politica; 2) protezione sussidiaria per chi fugge dalla guerra; 3) protezione umanitaria a chi, non rientrando nei casi precedenti, potrebbe subire conseguenze gravi (magari una condanna a morte) in caso di rimpatrio. Le domande sono esaminate da commissioni indipendenti istituite presso le prefetture. In caso di rigetto, il richiedente può fare ricorso alla magistratura. Certo la Costituzione dice di più all’art. 10 Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Conclude, con un ringhio di trionfo il Viscontone: Ho pensato anche a questo. Cominciamo con il ridurre la protezione umanitaria, il resto seguirà verso la soluzione finale. Se limitiamo anche nel nostro paese ‘l’effettivo esercizio delle libertà democratiche’ non avranno più scuse per chiedere l’asilo!

I due tacciono apparentemente pensosi.

(immagine tratta da cibo.info)

Di Daniele Lugli

Daniele Lugli (Suzzara, 1941, Lido di Spina 2923), amico e collaboratore di Aldo Capitini, dal 1962 lo affianca nella costituzione del Movimento Nonviolento di cui sarà nella segreteria dal 1997 per divenirne presidente, con l’adozione del nuovo Statuto, come Associazione di promozione sociale, e con Pietro Pinna è nel Gruppo di Azione Nonviolenta per la prima legge sull’obiezione di coscienza. La passione per la politica lo ha guidato in molteplici esperienze: funzionario pubblico, Assessore alla Pubblica Istruzione a Codigoro e a Ferrara, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università, sindacalista, insegnante e consulente su materie giuridiche, sociali, sanitarie, ambientali - argomenti sui quali è intervenuto in diverse pubblicazioni - e molto altro ancora fino all’incarico più recente, come Difensore civico della Regione Emilia-Romagna dal 2008 al 2013. È attivo da sempre nel Terzo settore per promuovere una società civile degna dell’aggettivo ed è e un riferimento per le persone e i gruppi che si occupano di pace e nonviolenza, diritti umani, integrazione sociale e culturale, difesa dell’ambiente. Nel 2017 pubblica con CSA Editore il suo studio su Silvano Balboni, giovane antifascista e nonviolento di Ferrara, collaboratore fidato di Aldo Capitini, scomparso prematuramente a 26 anni nel 1948

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