Colazioni alla Contea del cambiamento

Colazioni alla Contea del cambiamento

La colazione del mattino è il momento delle conversazioni serene prima di por mano al grande cambiamento giornaliero. Inizia sempre il Viscontino. Ogni giorno.

La Contea è piena di scritte UN VISCONTE È UN BABBEO. Chi sarà? Interroga il Viscontino. Gli altri due si guardano sorridendo.

Sibil mi dice che quelli che insistono sulla differenza tra destra e sinistra sono gli stessi boccaloni che credono si possa andare sulla luna. E che, anzi, ci siano già andati. Il Conte sentenzia In medio stat virtus. Proprio così, ringhia il Viscontone alzando fieramente il dito medio. Ditus impudicus, chiosa il Conte. Il Viscontino prende appunti.


Ho letto un po’, 1984 mi han detto che c’è anticipato il Grande Fratello, ma non assomiglia a quello che ci ha regalato l’araldo Casalinus. Anzi fa impressione.

Lascialo – suggerisce premuroso il Conte – Inquietante quando costringono Winston ad accettare che due più due può non fare quattro…

Ma è vero! – esplode in un ringhio il Visconte maggiore. Con la flat tax farà almeno cinque. Sotto il falso Matteo dicevano quattro, ma non superava il tre e mezzo.

Ecco – cinguetta il Viscontino – allora ha ragione Sibil a organizzare i no mat contro l’arroganza e il complotto dei matematici.

Il Conte si rifugia nella lettura del Contratto. Sibil – inizia a dire, ma viene interrotto da un ringhio curioso. A proposito perché me l’hai messo alle costole?

La risposta è un po’ imbarazzata Chiedeva un luogo adeguato da dove dare i suoi responsi, come l’ava, la ben nota Sibilla cumana. Ho chiesto all’Oracolo. Mi ha detto di internarlo. Dove potevo metterlo se non all’interno? Nessuno risponde. Il Conte, con fare svagato: Il nostro vicino – e già il truce Visconte inalbera il dito medio – congedandomi mi ha detto “il est Jean, il est Jacques, il est roux, il est sot, mais il n’est pas Jean Jacques Rousseau. Intanto guardava le icone, che gli ho donato, dei nostri numi oracolari.

Sarcasmo? interroga il Visconte piccino, avido di sapere, che ogni giorno impara una parola nuova.

Ma si può? Mi han detto che hai scritto ai prefetti per limitare la protezione umanitaria; che hai tolto i soldi dall’accoglienza per passarli ai rimpatri; che già così quello che garantiamo è sotto la previsione costituzionale…

Non ti preoccupare – ringhia da ministro e papà il Viscontone – tutto sotto controllo.

Il Conte detta e il Viscontino prende nota Il diritto d’asilo è riconosciuto da trattati internazionali. Da noi si fa in tre modi: 1) status di rifugiato, Convenzione di Ginevra, al perseguitato per razza, religione, opinione politica; 2) protezione sussidiaria per chi fugge dalla guerra; 3) protezione umanitaria a chi, non rientrando nei casi precedenti, potrebbe subire conseguenze gravi (magari una condanna a morte) in caso di rimpatrio. Le domande sono esaminate da commissioni indipendenti istituite presso le prefetture. In caso di rigetto, il richiedente può fare ricorso alla magistratura. Certo la Costituzione dice di più all’art. 10 Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Conclude, con un ringhio di trionfo il Viscontone: Ho pensato anche a questo. Cominciamo con il ridurre la protezione umanitaria, il resto seguirà verso la soluzione finale. Se limitiamo anche nel nostro paese ‘l’effettivo esercizio delle libertà democratiche’ non avranno più scuse per chiedere l’asilo!

I due tacciono apparentemente pensosi.

(immagine tratta da cibo.info)

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