• 15 Agosto 2022 12:04

Una modesta proposta per salvare l’umanità

DiDaniele Lugli

Lug 18, 2022

Da tempo si parla di una Costituzione della Terra. La notizia comincia a uscire dai circoli più ristretti, preoccupati dell’avvenire dell’umanità. Questa alacremente opera per la propria estinzione: distrugge diritti e convivenze faticosamente raggiunti, mina la propria sopravvivenza con comportamenti dissennati.

La Costituzione della Terra ha fatto capolino in una traccia dei recenti esami di maturità, con riferimento a un brano dedicato alla pandemia in corso. È bene che i giovani acquistino una consapevolezza, mancata ai loro nonni e genitori. Inoltre il Costarica, che da tempo ha abolito l’esercito, si proporrebbe come il primo Stato a presentare all’ONU il progetto di Costituzione della Terra. Se l’Italia, l’Unione Europea si unissero all’iniziativa questa avrebbe un altro peso. Sono due buone notizie tra le pessime che quotidianamente ci perseguitano.

Del tema ho fatto cenno in più interventi: Pacifisti e guerra: ieri e oggi (27 giugno 2022),

All’armi! All’armi! (4 aprile 2022), Cominciare con gli alberi (24 gennaio 2022),

Difesa da che, difesa da chi, difesa come? (20 settembre 2021).

Ora un libro recente di Ferrajoli, “Per una costituzione della Terra. L’umanità al bivio”, offre un resoconto dello stato dell’arte e delle sue prospettive.

Luigi Ferrajoli – da 50 anni lo ascolto e leggo ogni volta che posso – ha condensato in una bozza di cento articoli il meglio del diritto costituzionale e internazionale, sviluppandone coerentemente i concetti a tutela di nuovi diritti e nuovi beni vitali. È una proposta necessaria.

I problemi si pongono a livello globale e il pericolo della fine incombe sull’umanità tutta intera. L’uso delle armi, fino a quelle nucleari, non può che affrettare il suicidio già in corso sotto gli occhi di tutti. L’alternativa sembra porsi tra lo scannarsi a vicenda o l’attesa che devastazioni ambientali portino all’inabitabilità del pianeta o la morte proceda con pandemie, alimentate e non sufficientemente curate.

L’alternativa a queste prospettive, concordanti nell’esito, è una risposta della politica e delle istituzioni all’altezza della sfida. Per garantire pace, dignità, beni vitali e diritti fondamentali a tutti gli esseri umani, come proposto dalle Costituzioni e dal Diritto internazionale, vanno intanto posti limiti e vincoli ai poteri selvaggi dei giganti dell’impresa privata e degli Stati sovrani, in particolare delle grandi potenze militari. Il disegno costituzionale della “bozza” di Ferrajoli individua gli strumenti di garanzia necessari, ma la sua attuazione richiede l’impegno dei cittadini della terra e delle istituzioni. La prospettiva è di un patto costituzionale tra tutti i popoli del mondo per la convivenza pacifica in un pianeta vivibile. Prima di proclamarlo irraggiungibile occorre considerare che l’alternativa è semplicemente la catastrofe. Non siamo neppure più davanti al bivio. La strada fatale è imboccata e occorre tornare indietro.

L’obiettivo di una Costituzione della Terra – dice Ferrajoli – costituisce un programma politico necessario, unificante le battaglie in difesa dell’ambiente, della garanzia universale dell’acqua potabile, per il disarmo, a partire da quello nucleare, per il diritto alla salute, contro la povertà e la fame nel mondo, per il diritto alla sopravvivenza negato ai migranti. Sono d’accordo con lui.

La bozza è divisa in due parti: nella prima sono Principi, Diritti fondamentali e Beni, nella seconda gli strumenti idonei di garanzia per la realizzazione delle finalità. Invito a leggerla. La limpida scrittura di Ferrajoli rende comprensibile e appassionante il contenuto degli articoli.

La prima parte comprende quattro titoli: principi supremi, diritti fondamentali, beni fondamentali e beni illeciti. I principi supremi sono mantenimento della pace, salvaguardia della natura, garanzia dei diritti fondamentali, tutela dei beni vitali e messa al bando dei beni micidiali. I diritti fondamentali sono i diritti di libertà, i diritti sociali, i diritti politici e i diritti civili, con le rispettive sezioni. I beni fondamentali sono sottratti al mercato: personalissimi, integrità del corpo umano e identità delle persone; sociali, come farmaci salva-vita e vaccini, con esclusione della loro brevettabilità; comuni, come aria, acqua potabile, grandi ghiacciai e grandi foreste, insieme formano il demanio planetario. I beni illeciti minacciano la vita delle persone e di popoli interi. Se ne vieta produzione, commercio, detenzione: armi atomiche, armi da fuoco, rifiuti tossici o pericolosi, energie non rinnovabili, droghe pesanti.

La seconda parte del progetto è divisa in quattro titoli. Il primo definisce ruolo e competenze della Federazione della Terra, aperta all’adesione di tutti gli Stati del mondo. Il secondo rivisita la Carta delle Nazioni Unite – Assemblea generale, Consiglio di sicurezza, il Consiglio economico e sociale e il Segretariato – democratizzando e riorganizzando.

Nel terzo titolo, la prima sezione comprende la garanzia primaria dei Principi, la seconda mira all’accertamento e alla riparazione giurisdizionale delle violazioni dei principi e alla soluzione delle controversie internazionali. Per la garanzia primaria si prevede il rafforzamento di istituzioni esistenti, come Organizzazione Mondiale della Sanità, Fao, Unesco, Organizzazione internazionale del lavoro. Altre istituzioni sono previste a garanzia dei diritti umani, dell’ambiente, delle prestazioni sociali, per l’accesso di tutti all’acqua potabile, per le comunicazioni digitali. Le istituzioni di garanzia secondaria sono la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale, con potenziamento della loro giurisdizione. Si aggiungono la Corte costituzionale globale e la Corte internazionale per i crimini di sistema. Ferrajoli chiama crimini di sistema le più gravi violazioni di diritti o di beni fondamentali non riconducibili alla responsabilità penale di persone determinate, ma all’irrazionalità e all’irresponsabilità sociale dell’attuale sistema politico ed economico: le devastazioni ambientali, i rischi di conflitti nucleari, la crescita della fame e della povertà nelle periferie del mondo.

Il quarto titolo comprende le istituzioni economiche e finanziarie. Si riformano Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale, Organizzazione mondiale del Commercio affinché promuovano lo sviluppo dei paesi poveri e riducano gli squilibri economici, come i loro statuti già prevederebbero. Infine sono previsti un Bilancio planetario (per il finanziamento delle diverse istituzioni) e un Fisco globale fortemente progressivo sulle grandi ricchezze e sugli altissimi redditi.

Un’utopia? Leggo sul vocabolario Treccani: “Formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello; il termine è talvolta assunto con valore fortemente limitativo (modello non realizzabile, astratto), altre volte invece se ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale”.

La seconda che hai detto” direbbe Quèlo.

Una presentazione del testo è reperibile a questo link. (L’esposizione di Ferrajoli parte dopo la prima mezz’ora.)

 

 

Daniele Lugli

Daniele Lugli (Suzzara, 1941), amico e collaboratore di Aldo Capitini, dal 1962 lo affianca nella costituzione del Movimento Nonviolento di cui sarà nella segreteria dal 1997 per divenirne presidente, con l’adozione del nuovo Statuto, come Associazione di promozione sociale, e con Pietro Pinna è nel Gruppo di Azione Nonviolenta per la prima legge sull’obiezione di coscienza. La passione per la politica lo ha guidato in molteplici esperienze: funzionario pubblico, Assessore alla Pubblica Istruzione a Codigoro e a Ferrara, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università, sindacalista, insegnante e consulente su materie giuridiche, sociali, sanitarie, ambientali - argomenti sui quali è intervenuto in diverse pubblicazioni - e molto altro ancora fino all’incarico più recente, come Difensore civico della Regione Emilia-Romagna dal 2008 al 2013. È attivo da sempre nel Terzo settore per promuovere una società civile degna dell’aggettivo ed è e un riferimento per le persone e i gruppi che si occupano di pace e nonviolenza, diritti umani, integrazione sociale e culturale, difesa dell’ambiente. Nel 2017 pubblica con CSA Editore il suo studio su Silvano Balboni, giovane antifascista e nonviolento di Ferrara, collaboratore fidato di Aldo Capitini, scomparso prematuramente a 26 anni nel 1948

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