Dialogo fra due panchine

Dialogo fra due panchine

Ferrara, zona GAD: parco Giordano Bruno.
È l’alba di un giorno qualunque, due panchine si sono appena svegliate e iniziano a parlare fra loro.
La più anziana, lamentandosi, dice: “Sono vecchia, sto qui da tanto tempo e, con certi brutti venti che continuano a soffiare, ho paura di ammalarmi: di subire un’influenza negativa e di prendermi un’intolleranza elementare”.
La panchina più giovane le risponde: “Io sono più piccola di te, sono nuova di qui e anche io ho paura di certi brutti venti però beneficio di un’allergia spontanea ai luoghi comuni che ha irrobustito il mio sistema comunitario.
Devi sapere che sono stata costruita dagli Artenuti , persone detenute che avendo vissuto diverse influenze negative, hanno sviluppato l’imprudenza positiva di lasciarmi qui perché credono che gli anticorpi contro le intolleranze elementari si irrobustiscano con la conoscenza e l’incontro.
Mi hanno fatta mezza panchina e mezza libreria proprio perché credono che la cultura crei connessioni, rinforzi la Costituzione delle persone e le avvicini invece di allontanarle
”.

La panchina più vecchia, dopo aver ascoltato attentamente, commenta: “Anche se ormai credo di avere l’indignazione cronica, mi fa star bene sapere che sei vicino a me. Meno male che ci siete voi giovani a darci speranza… oh povera me, l’emozione che mi hai regalato rischia di farmi avere una commozione intellettuale”.
La giovane panchina, imbarazzata, le parla con voce serena: “In un periodo di egoismo alienante e di grande indifferenza alle sofferenze altrui, io penso che la commozione e l’indignazione siano sani sentimenti di partecipazione. Se mi avessero messa in un posto da sola non sarebbe stata la stessa cosa. Mi sento al sicuro vicino a te”.
Intanto si sta facendo giorno; un gruppetto di ragazzi passa di lì e si ferma a guardare le due panchine: nei loro occhi uno sguardo interrogativo, nelle loro orecchie la radio del telefono, attraverso gli auricolari, sembra aver lasciato decidere a Giorgio Gaber le parole da mettere in sottofondo a quella curiosità: “Libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, libertà non è uno spazio libero: libertà è partecipazione“. 

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Marco Pigozzi e Giovanni al parco Giordano Bruno (ph Mauro Presini)

Artenuti è un laboratorio di riuso, organizzato da Marco Pigozzi, Franco Antolini, Alessia Gamberini, artigiani volontari alla Casa Circondariale di Ferrara, in collaborazione con alcuni detenuti. 
Vedi qui le foto dell’iniziativa del 22 giugno 2018.

 

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